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Io non sono Amazon.

In questi (quasi) 5 anni ho tirato su la mia attività con le unghie e con i denti.
Gli ultimi fortunatamente ci sono ancora tutti, mentre le unghie cominciano a perdersi per strada.
Ho fatto di tutto e di più, ho seguito le mode e ho accumulato scatoloni ma per cosa?
Perchè di parole ne ricevo tante, mi riempiono di complimenti e questo mi fa davvero onore.
Ma poi quando passiamo al lato pratico, ovvero al fine del mio lavoro, le cose cambiano.
“Lo trovo a meno, senza spese di spedizione e in 1 giorno arriva a casa!”

Lo so.
Ma io non sono Amazon.
Per carità, nulla contro questo colosso dove anch’io acquisto.
Ma non si può generalizzare.

Io sono una sola persona, con un computer che ha 7 anni ed è aperto da un lato perchè lo porto avanti e indietro nel cestino della bicicletta.
Non ho un numero di vendite così alto da potermi permettere degli abbonamenti annuali per le spedizioni. Non ho uno staff che si occupa di una mansione per ogni persona.
Faccio tutto io.
Mentre mia madre mi tiene i corsi, il knit cafè e qualche vendita, io gestisco tutto il resto.
Quante volte ho scritto IO?
Tante, decisamente troppe.

Ma vi siete mai messe/i nei panni di chi ha intrapreso un lavoro indipendente?
Di quanto un semplice acquisto significhi per noi non solo entrata monetaria ma fiducia?
Di quanto dobbiamo scervellarci per arrivare prima di quelli più potenti?
Che poi si, ci scacceranno senza pensarci due volte, ma almeno c’abbiamo provato.

Stiamo a raccontare sui social come è la vetrina con il primo sole di primavera, ma se dovessi fotografare proprio tutta la bottega troverete anche la pila di bollette e di avvisi per le tasse.
Ci sono, esistono e ti stritolano lo stomaco.
Ma devi pagarle e quindi devi darti una mossa.

Quando mi chiedono perchè mi ostino così tanto sul mio lavoro e perchè passo tanto tempo a cercare cose e idee nuove, io rispondo sempre per la fame.
Ma non fame nel senso che voglio andare il sabato sera al sushi o per la fAma, ma perchè fondamentalmente devi campare.
E per coprire certe spese, o ti applichi e ti dai una mossa o vieni sotterrato.

Io amo lavorare, lavorerei tutte le domeniche se fosse per me.
E più cerco di lavorare e più trovo non dei paletti, ma proprio le inferiate.
La Carovana Creativa è ferma da due mesi e mi piange il cuore perchè conosco il suo potenziale ma non sappiamo dove muoverci.
Si, ora avere la partita iva è diventato motivo di esclusione da alcuni eventi, lo sapevi?

Ci sono tante cose che le persone possono fare per sostenere le attività indipendenti e sono davvero cose minime ma essenziali, tipo:

  • Se non per tutta la spesa/shopping ma almeno per alcuni articoli, prediligi un negozio di vicinato o una piccola attività;
  • Sai che incredibile impatto hanno i social? Esiste un potente mezzo chiamato recensioni, che possono essere fatte su Facebook e su Google;
  • Il marketing è figo e aiuta, ma il passaparola, secondo me, è ancora il top!
    Quindi consiglia ad amici, parenti e followers una realtà indipendente;
  • Acquista consapevolmente e pensa alla fatica che fa un commerciante o un imprenditore. Saranno pure rose e fiori, ma se calcoli che per ogni rosa ci sono almeno 20 spine…

Nel nostro piccolo possiamo sempre fare grandi differenze, basta davvero poco.
Ma volerlo sul serio!

 

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