on the road

On the road: #lamerciaiagoestopitti

Venerdì 30 giugno sono stata a Pitti Immagine Filati con una mia cara amica! E’ da anni che tentenno sull’andarci oppure no e quest’anno mi sono decisa ad organizzare una trasferta in giornata.

Ci ha accolto una Firenze nuvolosa ma fresca e è stata un’ottima giornata.

Pitti Immagine Filati altro non è che una fiera per addetti al settore in fatto di maglieria e aguglieria, dove ditte produttrici si presentano a potenziali clienti.
Ammetto di essere partita abbastanza esaltata, con il mio biglietto che riportava la scritta BUYER.
Non ero un visitatore qualsiasi, insomma, ma un’addetta accreditata e perdonatemi ma per me è un mondo totalmente nuovo.

Ho sempre pensato che la mia realtà fosse troppo piccola per affrontare una fiera del genere ma dare un’occhiata è sempre lecito.
Ed effettivamente, nonostante ci siamo lustrate gli occhi con filati fenomenali e macchine da maglieria all’ultimo grido, mi sono sentita in parte un pesce fuor d’acqua.
Andiamo comunque per gradi.

All’inizio c’era la meravigliosa Vintage Selection, con espositori come A.N.G.E.L.O e pezzi unici davvero mozzafiato.
Il mio look preferito è quello ispirato a Frida, con un mix di gonne e ricami floreali anni ’60.

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Attraversato il cortile, veniamo catapultate in una coda di buyer come noi ma per lo più dalla Cina.
Abbiamo girato entusiaste tutti gli stand, sotto alcune occhiate un po’ strane.
L’immagine.
Ecco, diciamo che io e Simona, la ragazza che mi ha accompagnato, non eravamo proprio superserie. Un abito senza spalle per me e una salopette lei, non ci siamo minimamente curate del fatto che, a quanto pare, ci fosse un dress code.
Tutte le altre persone erano in giacca (anche le donne), super professionali, con cartellette e trolley. Noi eravamo sveglie dalle 05 e questo penso basta per darvi un’idea.

Ammetto che il fatto di essere cresciuta in un paese provoca in me una sensazione strana quando mi trovo in una città o ad un evento in particolare.

Nonostante il mio sentirmi, appunto, fuoriluogo, ho toccato con mano fibre che non potete capire. Mi sono perdutamente innamorata dei filati fantasia di Di.vè, dove una gentilissima rappresentante ci ha illustrato la realtà di questa ditta di Biella.
Le fantasie erano qualcosa di unico!
C’ho proprio lasciato il cuore, anche se, purtroppo, i loro quantitativi minimi di ordine non rientrano nel mio budget.

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Ci siamo perse via tra le lavorazioni di maglieria e tessuti incredibili e morbidissimi!
Un’occhiata concentrata sulle tendenze future, sulle fantasie e su lavorazioni mirate.
Matasse di filati misto seta da brividi e colori ovunque!
Alcuni allestimenti, poi, mi hanno lasciata senza fiato!

 

Quest’esperienza la classifico come una porta sbattuta sul naso.
Non in senso cattivo, anzi!
Mi sono affacciata ad una realtà ben diversa dalla mia bottega o dalla Carovana, dove maturare contatti professionali e dove sicuramente poter crescere.
La merciaia campagnola diventerà una donna d’affari? Non lo so, per il momento vivo ancora tra i colori del mio negozio e presto sulle due ruote di un negozio itinerante.
Il resto verrà da se!

 

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