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Cronache di una moglie imperfetta.

L’imperfezione è una brutta bestia e io, a quanto pare, ne sono affetta dalla nascita.
Quanto sono imperfetta su una scala da 1 a 10? Potrei sfiorare il 100 senza problemi.

La mia imperfezione poi cresce a livelli esponenziali quando si tratta del mio ruolo di moglie. Cose da far accapponare i capelli alle mie clienti più âgée (anziane suona male dai!). Quando mi raccontano le loro esperienze, mi rendo conto di non essere stata fatta con lo stesso stampo. Mia madre mi ha insegnato tutto, dalla A alla Z, ma conciliare lavoro e casa per me non è una cosa fattibile.

Non sono una moglie modello. Non lo sono per niente e l’ho sempre messo in chiaro, anche con il Brigadiere.
Non stiro, non mi occupo tutti i giorni della casa, non cucino sempre, arrivo all’ultimo secondo con le lavatrici.
Ma soprattutto, non riesco ad avere un figlio.

Ogni giorno vengo sempre colta dalla fatidica domanda:

E te, cosa aspetti ad avere un bambino?

Beh, me lo chiedo anch’io.
Me lo chiedo dopo tre anni di tentativi, di test falliti, di pianti, di finti ritardi e di fantasintomi.
Perchè poi buttare la verità nuda e cruda sul tavolo non sta bene e allora ti inventi le più assurde scuse come “No guardi, sono ancora troppo giovane.” oppure “Abbiamo tempo!”.

Ci credevo anch’io a queste scuse, ci credevo talmente tanto da essermi convinta anche del fatto che io un figlio non me lo merito. Essendo non una fan, ma addirittura una groupie del karma, mi sono pure rassegnata all’idea di aver combinato nella mia vita qualcosa di così grave da essermi tornato indietro come “difficoltà nella procreazione”.

Il mio istinto materno è nato con l’inizio della storia con mio marito.
Io un figlio l’avrei fatto pure una settimana dopo il primo bacio.
E’ portato per stare con i bambini, mio nipote stravede per lui e abbiamo fantasticato davvero parecchio sul futuro, anche se aveva sparato la cifra di 6 figli!
Ci sono i nomi, ci sono le idee, c’è quasi tutto. Ma manca lui. O lei.

Tutto questo mi ha fatto capire come sia un tabù micidiale la condizione della donna.
A guai ammettere che non riesci a rimanere incinta come tutte le tue amiche.
Arriva poi questa ondata di compassione e di

Aspetto un bambino ma non volevo dirtelo perchè so che voi ci state provando.

Mamma, questa frase proprio non la sopporto.
Sono iper felice per ogni gravidanza che arriva, ho pianto dall’emozione quando ho saputo dell’arrivo di entrambi i miei nipoti e ho gioito alle nascite dei bimbi delle mie amiche più vicine.

Io però mi sono un po’ stufata di scusarmi, di dire che non ci sto pensando, di dire un sacco di stronzate per nascondere un problema che effettivamente esiste ed è reale.
Perchè “non sta bene lavare i panni in pubblico”? Sti cazzi.
Ad ogni domanda non lecita su un tema così delicato, è davvero difficile non rispondere con la verità. Tanto la gente si intromette nella vita degli altri, tanto poi giudica se spiattelli tutto.

E’ sempre stata una lotta. Il lavoro, la casa e ora la famiglia.
Non abbiamo mai avuto la botta di culo, il “non l’avevamo preventivato ma è arrivato!”
Mi sono scaricata pure l’app che ti tiene aggiornata sull’andamento del ciclo ma lui fa quello che gli pare e non mi è tanto utile.
Ora si sono aperte le porte del PMA. Procreazione Medico Assistita.
E’ l’ennesimo viaggio che io e il Brigadiere stiamo per affrontare.

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La mia indole mi ha sempre portata ad avere il piano B,C,D e E, nel caso il piano A fosse fallito miseramente.
Ho sempre detto scherzando che se non avessimo  mai avuto un figlio, saremmo stati gli zii che viaggiano un sacco.
Poi però quel nodo alla gola torna, senza poterlo fermare.
Ho sentito il bisogno così di svuotare la mente e di ammettere pubblicamente che non posso mantenere il giudizio altrui della moglie modello.

Non stiro, non mi occupo tutti i giorni della casa, non cucino sempre, arrivo all’ultimo secondo con le lavatrici. Ma soprattutto, non riesco ad avere un figlio.

All’ultima visita che ho fatto, la dottoressa ha già bollato il mio caso come (futura) gravidanza a rischio.
Essendo lavoratrice autonoma, ha il valore di niente per lo Stato.
Oltre a non essere contemplata nel piano maternità, non potrò chiudere il negozio per 9 mesi per stare a casa, come non posso obbligare mia madre (e mia collaboratrice) a lavorare da sola senza sosta per quasi un anno.
Quindi la lotta si fa ancora più pesante e più dura.

Ho forgiato però un caratterino niente male, ci rimbocchiamo le maniche e si affronta anche questo.

Un piccolo consiglio.
Smettetela di chiedere a una donna del perchè non ha figli.
Alle volte è una libera scelta, ma tante volte è una condizione senza uscita.

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Questa maglia l’ho presa su Teeser ed è stata realizzata da quel genio di Valentina! Un amuleto portafortuna e scacciapensieri!

 

 

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3 risposte a "Cronache di una moglie imperfetta."

  1. Ti ho appena conosciuta per caso girovagando su instagram.. E niente.. Voglio dirti solo che anche se ancora non conosco il tuo nome vorrei abbracciarti come si fa con una cara amica e dirti da donna a donna che ti ammiro.

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  2. Come ti capisco…..
    Ora che mi sto per sposare tutti a fare la domanda di rito e al lavoro il toto-scommesse su quando rimarrò incinta, ma non sanno che ci stiamo provando da due anni senza alcun risultato (con tutti i sentimenti annessi e connessi che tu ben conosci).
    Ma non ci scoraggiamo, per il momento.
    Ora iniziamo anche noi un percorso PMA, anzi dobbiamo fare il primo consulto che dovrebbe essere verso ottobre (liste d’attesa piuttosto lunghe qui, non so da voi…).
    Purtroppo molta gente non prova nemmeno a capire che intromettersi in un tema così personale, intimo e delicato è insidioso e può generare sofferenza e insofferenza (alle domande, alle battute…). Io solitamente quando si va sul discorso dico sempre che su queste cose non si scherza, ma non sto a spiegare perché sono affari miei (nostri, per la verità)…
    Purtroppo nel nostro paese i servizi per la genitorialità sono pessimi per un lavoratore dipendente, figurarsi per una persona che lavoro in proprio…. terribile!!
    Ti abbraccio forte

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